| Memorie di un felino |
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martedì, 21 febbraio 2006 Dalla mia ultima apparizione virtuale è passato un mese. Che Puzzetto ha impiegato facendosi crescere altri due denti, imparando ad indicare qualsiasi cosa in movimento, ripetendo all'ossessione il bisillabo pa-pà e, soprattutto, beccandosi un'allergia non meglio identificata a qualcosa di ignoto. E' tutto pieno di bolle, poverino, e così i giornalai stanno puntando sulla dieta: niente pomodoro, niente latte... Insomma, un supplizio. E le bolle rimangono lì. Per il resto, dovrò aggiornarvi in un secondo momento, perché stanno arrivando le crocchette al salmone e non vorrei perdermele. Miao. miagolato da stricchi |
10:55 | commenti (3)
sabato, 21 gennaio 2006 Dalla mia ultima apparizione è successo di tutto. Alla vigilia di Natale, la giornalaia è stata contattata per un contratto di sei mesi. Ha fatto il colloquio e le hanno dato appuntamento ai primi di gennaio, per la firma. Il giornalaio ha immediatamente iscritto Chiattia al nido, poi sono partiti per le (pseudo) vacanze tutti contenti. Mentre combattevano con la neve nei tornanti dell'appennino, è squillato il cellulare: tutto saltato, nido compreso, perché al posto della giornalaia va un altro. Che ufficialmente è un precario, ufficiosamente il fidanzato di una conduttrice. E' stata una fine d'anno durissima, così dura che la mamma del moccioso si è presa l'influenza e, da allora, non è ancora guarita. Anche il pargolo sta maluccio: la febbre va e viene, i suoi colpi di tosse fanno tremare l'intera Garbatella. L'unico in salute, ma non troppo, è il giornalaio, che però in settimana ha girato una puntata interamente sotto l'acqua. Di buono, in questo inizio del 2006, c'è che il pupo ha imparato qualche parola nuova, e soprattutto che tra le parole nuove ci sono io: "Mo-chi-cchi", dice, e mi guarda. Io faccio un po' la buffoncella e lui si mette a ridere. Al posto di "Julio", termine ormai desueto, c'è "to-ta", dal significato ancora oscuro. I due dentini di sotto sono ormai al posto loro, le guance si stanno lentamente sgonfiando, l'appetito non è più quello dei bei tempi. Ma Puzzetto è sempre tanto carino. Miao. miagolato da stricchi |
16:51 | commenti (1)
venerdì, 23 dicembre 2005
“Julio”, con la jota aspirata. È la prima parola pronunciata dal moccioso, dopo “papà” e “mamma”. Chiattia la sta ripetendo in continuazione, da lunedì, con un leggero accento latinoamericano che insospettisce non poco il mio giornalaio: “Chi è questo Julio? E perché il bimbo, a guardarlo bene, non mi assomiglia poi così tanto?”. La risposta che nessuno avrebbe mai voluto sentire è arrivata, purtroppo, dallo stesso poppante, che il giorno dopo ha detto un’altra parola nuova: “daddy”. Proprio così, all’americana. Due indizi non fanno ancora una prova, ma il mio padrone ha già pronta una teoria: Julio è un portoricano belloccio, alla Ricky Martin, che con il suo spanglish e qualche altra qualità nascosta ha incantato la giornalaia, magari durante una trasferta di suo marito. Sarà un Natale durissimo. Miao. miagolato da stricchi |
15:23 | commenti (3)
lunedì, 12 dicembre 2005 Il giornalaio ha di nuovo fatto le valigie ed è partito un'altra volta. Ma sarà mica che non ci sopporta più? O avesse un'altra famiglia? Dubbio felino... Intanto noi, alla faccia sua, abbiamo ripristinato il Mo.mo.mo.! Per chi non se lo ricordasse - o non lo sapesse proprio - vedansi i primi mesi del mio blog. L'ora è un po' troppo mattutina per i miei gusti (intorno alle 8.00 - e sottolineo 00 - circa), ma il sapore della cosa è così dolce... Sono troppo gatta quando mi ci metto! Miao. miagolato da stricchi |
19:26 | commenti (3)
giovedì, 08 dicembre 2005 Dormono tutti. Tranne il giornalaio, che studia per preparare la prossima puntata: l'argomento non lo entusiasma, rientra nel genere "atti dovuti", ma fino a quando non si comprerà una tv tutta sua dovrà imparare ad adattarsi. Vorrei saper usare la macchina fotografica, per farvi vedere quello che c'è sul divano accanto a me: scarpe di Puzzetto (sta cominciando a metterle adesso, ma non ne ha ancora capito l'utilità), cappellino di Puzzetto (nuovo nuovo, perché quello vecchio non gli entrava più), maglioncino di Puzzetto (ormai a fine carriera: la pancia di Chiattia è così grande che non si chiudono più i bottoni), orsacchiotto canterino (il primo regalo ricevuto: suona Teddy bear di Elvis Presley), tappeto per giocare sul pavimento (pericolosissimo, perché il moccioso ha l'hobby di farsi cadere all'indietro quando è seduto), più una serie di altri giocherelli che non saprei descrivere a parole. In soli dieci mesi di vita, il futuro Papa ha preso possesso dell'appartamento dei suoi genitori. E della loro vita, aggiungerebbe la giornalaia, che negli ultimi giorni sta sclerando come non mai. Il marito fa il possibile, ma pare che di questi tempi il possibile sia troppo poco: Puzzetto è totalizzante, spietato, onnivoro. Che angioletto, dicono i nonni. Proprio un bell'angioletto. Miao. miagolato da stricchi |
11:19 | commenti (3)
lunedì, 05 dicembre 2005 Farò come Silvio Pellico, scriverò col sangue, visto che il computer me lo ha praticamente sequestrato il giornalaio, che se lo porta dietro nelle sue trasferte di lavoro. Sua moglie, invece, nell'ultimo mese mi ha monopolizzato la vita, assumendomi come baby sitter a tempo pieno di Chiattia. L'orario è pesante - lavoro anche di notte, dormendogli ai piedi - e la paga non è un granché: una ciotola di crocchette al giorno, di quelle tonno e salmone per i gatti che non devono chiedere mai. Ma il moccioso, almeno, è divertente: ha imparato a fare ciao-ciao con la manina, a salutare gli angioletti di legno sulla porta della sua camera, a stare in piedi purché ci sia un appiglio, a buttare l'acqua fuori dal catino durante il bagnetto, a ridere alle battute di suo padre. Quella che lo fa letteralmente scompisciare è di una parola sola: "Miù!". Il giornalaio fa questo verso strano ed il bimbo si piega in due dalle risate, ancora non si capisce perché. Ma nell'agenda del neonato è lunga anche la lista delle cose da fare: ai primi due posti, mettere i dentini - che proprio non vogliono spuntare - e dire almeno una terza parola, oltre a "mam-ma" e "pa-pà". Poi, se si crescesse anche in altezza, invece di puntare tutto sul giro guance, non sarebbe male. Complessivamente, comunque, il bimbo sta benone. Un po' meno sua madre, che dopo dieci mesi di cacca-piscia-latte-pappe-ciucciperterra gradirebbe riconquistare un suo posto nel mondo: a cominciare dal lavoro, la cui mancanza comincia a farsi sentire. Il giornalaio, invece, è sempre in giro: ultimamente lo hanno avvistato in Turchia, dove è riuscito a prendersi l'influenza. Pare che ieri, in diretta, si stesse strozzando con la tosse, e che per non farlo sapere a due milioni e mezzo di persone si sia fatto spegnere il microfono mentre era in onda un collegamento. Miao. martedì, 01 novembre 2005 Mi si rimprovera, non a torto, una latitanza ingiustificata. Il problema è Puzzetto, che non dà un attimo di tregua ai suoi coinquilini, e soprattutto si diverte a smanettare il computer quando qualcuno prova ad accenderlo. Così, per evitare guai, il giornalaio tende a chiudere il portatile nella valigetta e tanti saluti. Approfitto, dunque, di un momento di distrazione generale: Chiattia e suo padre sono impegnati in effusioni al limite dell'incesto, la mamma è lì che dorme come un tronco, i pesci sono in riunione perché - dopo la morte improvvisa di quello nero - nell'acquario c'è un po' di maretta. Sarebbe ora di merenda, questo sì, ed infatti mi aspetto che da un momento all'altro il giornalaio ponga fine alla mia quiete: sporcherà 7-8 pentole per riscaldare la pappa preparata dalla moglie, ci aggiungerà qualche chilo di parmigiano e qualche litro d'olio secondo il metodo Santanonna, ingozzerà il moccioso e poi, al momento di pulirlo, si lamenterà delle sue abbondanti produzioni intestinali. Il bimbo si avvicina minaccioso alla soglia dei 10 kg, ma punta sul moto per smaltire i grassi: da un po' di giorni, infatti, cerca di tenersi in piedi con risultati alterni, e domani inizierà in piscina il corso di nuoto per neonati. Prima o poi, spero di riuscire ad imbucarmi anch'io: per ora ho visto il costume - bianco e giallo, i colori del Vaticano - che da solo vale il viaggio. Quanto al resto, il giornalaio lavora regolarmente e - pare - con soddisfazione. I suoi fan crescono di giorno in giorno, soprattutto in età: l'ammiratrice media ha 73 anni, contro i 70 dell'anno scorso. Miao. miagolato da stricchi |
17:22 | commenti (5)
mercoledì, 19 ottobre 2005 Mentre la giornalaia è di là che si riposa del suo incidente in motorino - pare sia anche finita in ospedale e abbia dovuto smettere sia il lavoro che il corso intensivo di arabo - io non ho potuto fare a meno di vedere tre o quattro pacchi accumulati all'ingresso di casa. Credo ci sia aria di partenza... anche perché i giornalai compilano liste e fanno telefonate ed inviti. Ho sentito parlare di "battesimo" a Cetona, in Toscana! Ma che cosa sia questa strana roba da mangiare ancora lo devo capire. Basta che invitino anche me e, soprattutto, che non si tratti della solita sbobba vegetariana. Vi tengo aggiornati. Miao. miagolato da stricchi |
14:46 | commenti (4)
lunedì, 10 ottobre 2005 Non ci capisco più niente. Alle 7.00 di questa mattina, la giornalaia era in piedi, mentre il giornalaio dormiva... fino alle 8.30. Poi, lei è uscita per tornare alle 12.30. E lui? Sempre a casa... tutto il felino giorno. In quella mezz'ora passata a casa, lei ha dato da mangiare al Chiattia e ha messo i piedi sotto il tavolo per il pranzo cucinato da...lui! Ma che cosa sta succedendo? Ho paura a chiedere informazioni... e, comunque, basta che continuino a darmi la mia pappa. Miao. miagolato da stricchi |
16:45 | commenti (1)
domenica, 02 ottobre 2005 Famiglia riunita: moccioso a letto, io al computer, giornalai impegnati nelle pulizie casalinghe. Normalmente, di domenica, lui lavora, ma stamattina è rimasto a casa per la regola dell'ubi maior. Non che gli dispiaccia, per carità: in settimana ha girato due puntate (Roma e Firenze), presentato una conferenza sul Medio Oriente (Modena) ed una mostra di quadri sull'Africa (Roma). E' piuttosto assorbito dal nuovo lavoro, che poi tanto nuovo non è: in sostanza, è quello di prima che si è raddoppiato in quantità e che, soprattutto, è cresciuto in qualità. Ma le distrazioni non mancano. A cominciare da Chiattia, che da tre settimane ha smesso di pronunciare la parola "papà": il povero genitore - aiutato da un'agguerrita Santanonna - fa il possibile per rimediare alla tragedia, ma dalla bocca del moccioso esce solo il bisillabo "mam-ma". Così il giornalaio è passato alle minacce: se entro il 23 ottobre Puzzetto non rispetterà il quarto comandamento, onorando il padre come si conviene, potrebbe saltare anche il battesimo. Peccato, perché finalmente - dopo mesi di trattative serrate - i miei padroni avevano scelto i padrini. Miao. miagolato da stricchi |
12:10 | commenti (3)
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